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Ultima modifica lunedì 04 febbraio 2019 11:29

Usa: formulate le accuse contro Meng Wanzhou, Pechino,

Da diverso tempo seguiamo seguiamo il caso Huawei con i suoi risvolti politici ed economici.

La saga continua. Il dipartimento di Giustizia americano ha ufficializzato una ventina di capi d'accusa contro Meng Wanzhou, il vice presidente del colosso cinese, che si trova in stato di libertà vigilata in Canada, con l'accusa di aver violato le sanzioni contro l'Iran.

La richiesta di estradizione è stata già chiesta ufficialmente al governo canadese.

Dura la reazione del governo di Pechino che accusa gli Usa di "infangare la reputazione e attaccare un'azienda cinese".

Un clima che di certo non aiuta le attuali trattative per affrontare la spinosa questione dei dazi.

I capi d'accusa sono dodici, riconducibili a due questioni essenziali: la prima è la violazione di sanzioni contro l'Iran, la seconda è spionaggio industriale.

Secondo l'accusa Huawei avrebbe fatto affari con l'Iran nonostante l'embargo. Lo spionaggio industriale invece si applicherebbe all'eventuale
furto della tecnologia di T-Mobile, (azienda americana) per testare il funzionamento dei cellulari.

In questo contesto l'azienda tiene un profilo basso, definendosi "ostaggio nella sfida tra Stati Uniti e Cina". Intanto il governo di Pechino ha parlato dell'indagine come di "una manovra politica" con l'obbiettivo Usa "di distruggere le aziende cinesi". Inoltre ha richiesto al governo cinese di rilasciare Meng per "violazione dei diritti umani".

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