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Ultima modifica lunedì 25 febbraio 2019 16:15

Rete e Mdsi: la Public NetCo aggira la trasparenza

La Public Netco di San Marino è al centro del dibattito in tema di telecomunicazioni.

Dopo la replica di Zafferani alle perplessità espresse da Rete e Mdsi, arriva un controreplica di queste ultime, segno che una conciliazione nel merito risulta ancora difficile da trovare.

Ennesimo comunicato stampa. Ennesima polemica. Entriamo nel dettaglio.

Secondo i due movimenti da parte del governo c'è il tentativo di rendere poco trasparenti le voci di spesa e quindi la soluzione per raggiungere quest'obiettivo sarebbe quello di creare una società con una forma giuridica che non prevede la divulgazione di verbali. Ovviamente le deliberazioni sarebbero obbligatorie, ma di queste nessuna traccia perché il sito internet deve essere ancora ultimato.

I due movimenti si chiedono perché non c'è tempo per fare un sito internet e invece c'è tempo per spendere 600 mila euro su cui sono stati sollevati diversi rilievi della Commissione di Controllo per la Finanza Pubblica, eccone alcuni:

-l'assenza di ogni riferimento utile a verificare il rispetto della normativa contabile;
-la non contezza della modalità e della coerenza dell'uscita delle risorse AASS, visto che le informazioni sono incomplete e che una Delibera dell'AASS (la n.169 del 18/12/2018) è stata sottratta al controllo di legittimità di spesa;
-la spesa non risulta nella programmazione.

Dai rilievi emerge inoltre una grande difficoltà nell'effettuare il controllo della legittimità della spesa e che l'accordo commerciale prevede uno status di privilegio per il partner ZTE.

I movimenti ritengono che si stiano creando i presupposti per la creazione di un mercato monopolistico per mezzo di questo veicolo societario.

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