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Ultima modifica giovedì 10 gennaio 2019 10:45

I rapporti tra Europa e Cina sulle telecomunicazioni: ecco cosa sta succedendo

La sicurezza informatica è sempre più un tema che mette in allarme la politica. Garantire la sicurezza dei propri dati è diventata una necessità impellente sia per le istituzioni che per le imprese.

L'Unione Europea, come d'altronde gli Usa, si misurano quotidianamente il tema delle informazioni sensibili. Inutile negare che lo spionaggio è all'ordine del giorno. Si tratta di una battaglia silenziosa, della quale solo alcuni aspetti vengono trattati dai media e di solito sono quelli più eclatanti, come l'arresto di Meng Wanzhou, la figlia del founder Huawei.

Il Financial Times ha riportato che le pressioni Usa per monitorare l'influenza cinese sul comparto telecomunicazioni stanno facendo effetto sui Paesi dell'Unione, che intendono controllare in modo accurato il flusso dei dati sensibili.

Il vicepresidente della Commissione Europea, Andrius Ansip, che si occupa di digitale, ha dichiarato che l'Ue deve far molta attenzione a Huawei e alle altre aziende di telecomunicazioni cinesi per via dei rischi legati alla cybersicurezza. "Non è un buon segno quando le aziende sono costrette ad ospitare al loro interno i servizi segreti" ha affermato Ansip il 7 dicembre scorso, aggiungendo che "queste aziende producono microchip che possono essere utilizzati per "ottenere i nostri segreti".

Siamo in una fase di mercato molto particolare: le aziende di telecomunicazioni stanno cercando selvaggiamente di fare la prima mossa nel mondo del 5G in modo da assicurarsi un vantaggio competitivo.

Il governo cinese ha ben compreso il potenziale di questa tecnologia e grazie a finanziamenti di Stato sta sostenendo economicamente le varie aziende di telecomunicazioni. L'obiettivo è quello di portare gli standard nazionali del 5G a globali e dettare le regole del mercato. In questo modo il Paese si assicurerebbe il controllo del mondo informatico.

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